Startup exit: 5 elementi che favoriscono una exit di successo

Introduzione

La exit è quella fase della vita di una startup in cui un importante pacchetto di quote societarie viene ceduto ad investitori terzi al fine di monetizzare il capital gain; ovvero i founder e gli investitori vendono le proprie quote per monetizzare l’incremento del valore societario della startup

Come si può massimizzare la probabilità di raggiungere una exit? Pianificando una strategia.

Ci sono 3 diverse ragioni per cui ogni startup ha bisogno di una exit strategy:

  1. Permette di allineare gli interessi tra la startup e i propri investitori
  2. Permette ai founder di massimizzare i guadagni al momento della cessione delle quote di maggioranza
  3. È un elemento importante nella strategia generale della startup

Pianificare una strategia di exit è molto complesso e richiede figure esperte in operazioni di finanza straordinaria. In questo articolo approfondiremo 5 elementi che riteniamo vincenti per favorire una exit di successo.

Prima di iniziare, ricordiamo che ci sono due principali tipologie di exit: 

  • Acquisizione (M&A): Consiste nel vendere la propria startup ad un’azienda più grande. Secondo una ricerca gobale del 2016, oltre il 90% delle exit startup avviene proprio tramite acquisizione.
  • IPO (Initial Public Offering): questa exit strategy consiste nell’ingresso di una ex startup, ora azienda matura, nel mercato azionario.

Chiarito il perché una exit strategy è importante e quali sono le tipologie di exit più comuni ecco la nostra selezione di best practice da seguire per raggiungere una exit. Gli elementi che seguono si riferiscono principalmente alle exit tramite M&A. 

1. Studiare il processo di Exit e definire una strategia di exit

Il primo step è sicuramente quello di acquisire consapevolezza rispetto al funzionamento della fase di exit e del suo ruolo nel percorso di una startup.

Successivamente è importante definire alcuni aspetti alla base della strategia di exit come:

  • Valutare la modalità di exit più adatta al tuo business
  • Prevedere le evoluzioni della captable
  • Identificare i potenziali buyer
  • Quantificare il valore che la startup potrebbe avere alla exit
  • Definire le metriche ideali da raggiungere prima della exit

Pianificare questi obiettivi ti aiuterà a porre le basi per una exit strategy che dovrà essere supportata dal tuo advisor in ambito finanziario.

2. Ottimizzare il valore del business

Se desideri ottenere le condizioni e il prezzo migliore per la tua attività, la tua strategia di exit deve includere passaggi che ne ottimizzino il valore. Ciò comprende:

  • Un track record di risultati comprovati e suggerimenti di redditività futura
  • Proprietà intellettuale tutelata
  • Prestazioni aziendali sostenibili tramite rischi attentamente valutati
  • Metriche che misurano i progressi e consentono ai proprietari di intraprendere azioni correttive, se necessario
  • Una capacità di entrare nei mercati adiacenti, aumentando il suo valore per gli acquirenti di livello superiore

3. Allineare gli interessi degli azionisti

Le azioni di una startup sono solitamente suddivise tra i fondatori e gli investitori del progetto. Durante le fasi di fundraising gli investitori acquisiscono sempre maggiore potere decisionale, superando, in alcuni casi, il 50% di quote societarie.

Pertanto i soci di una startup possono avere un grande impatto decisionale durante la fase di exit e in alcuni casi possono anche bloccare la trattativa con il potenziale acquirente. 

Dovere del founder è quindi mantenere allineati i propri soci rispetto alla strategia di exit per non avere rallentamenti o problemi durante la fase di exit.

Alcuni problemi comuni relativi ai soci investitori sono:

  • Una captable troppo frammentata con troppi soci aventi diritti di voto
  • Investitori che hanno investito ad una valutazione più elevata della potenziale exit
  • Investitori che hanno diritti eccessivi rispetto all’investimento effettuato

Questi problemi sono molto comuni e possono penalizzare non solo la exit, ma anche altre operazioni di fundraising.

Capital Venture Consulting supporta le proprie startup nel gestire al meglio i soci investitori e garantire le migliori condizioni di trattativa per le startup.

4. Avere un approccio flessibile durante le trattative

Molte startup entrano in trattativa per una exit, ma la maggior parte delle stesse non va a buon fine.

La fase delle trattative tra le parti è infatti un momento molto delicato, dove gli interessi di fondatori, investitori e acquirenti devono allinearsi e garantire a tutti delle condizioni soddisfacenti.

La parola d’ordine durante le trattative è “flessibilità”, ogni parte negozierà i punti cruciali dell’accordo e sarà necessario da parte dei fondatori di fare alcuni “passi indietro”. L’obiettivo è raggiungere il compromesso che renda sufficientemente eque le condizioni di uscita.

Ricordiamo che durante le trattative è fondamentale arrivare preparati e affiancati da consulenti esperti in materia per raggiungere l’accordo ideale.

5. Scegliere i giusti investitori

Esiste una forte correlazione tra gli investitori presenti in captable e le probabilità di raggiungere una exit.

Avere tra i propri azionisti investitori esperti in startup, come i fondi di Venture Capital, favorisce in modo consistente le possibilità di Exit. Questo perché i fondi hanno solitamente un track record di exit alle spalle, sono incentivati dal primo momento a puntare ad una exit e hanno esperienza nel riconoscere il giusto timing e target.

Pertanto, quando ci si trova nelle fasi iniziali di una startup, è importante comprendere come funzionano i fondi Venture Capital e quali sono i criteri d’investimento in startup.

Se vuoi approfondire ulteriori tematiche relative al mondo startup e fundraising, visita la sezione guide del nostro sito.

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