STARTUPPER IN ITALIA: background comuni e differenze

STARTUPPER IN ITALIA: background comuni e differenze

Molto spesso si associano ad un Founder di una startup e al suo team caratteristiche anagrafiche, sociologiche e di background professionale ben determinate. Soprattutto in Italia sono associati a questa porzione di mercato non pochi luoghi comuni: la capacità di creare ed inventare un lavoro; che l’ecosistema startup riguardi prevalentemente i giovani; che questo genere di business sia per esperti informatici. A tal proposito, nel 2016 l’Istat ha pubblicato il primo Startup Survey italiano, definendo, attraverso sondaggi e interviste, le caratteristiche dei membri dei team delle startup. Saranno dunque confermati gli stereotipi relativi ai team di successo in questo mercato?

Differenze tra uomini e donne
All’interno di un campione di analisi di 4.363 startupper, le donne rappresentano solo il 18% dei membri operativi: il 29% di esse ha meno di 34 anni, contro il 25,9% della controparte maschile. I valori medi suggeriscono che il membro operativo tipico è un uomo con un’età pari a 43 anni.

Età Donne     Uomini   Totale  
<25 15 1,9% 55 1,5% 70 1,6%
25-34 216 27,1% 870 24% 1.086 24,9%
35-44 304 38,2% 1.249 35% 1.553 35,6%
45-64 244 30,7% 1.218 34% 1.462 33,5%
>65 17 2,1% 175 4,9% 192 4,4%
Totale 796 100% 3.567 100% 4.363 100%

Fonte:
Istat Startup Survey 2016

Numero di membri per startup
Le startup che operano nel settore dell’elaborazione software hanno in media più componenti (4,6) delle altre, mentre quelle con il minor numero si trovano nel settore del design specializzato (3,2). Differenze nel numero medio di membri si riscontrano anche a livello territoriale, con le startup localizzate nelle regioni del centro che risultano relativamente più grandi (4,7), mentre quelle del nord-est si aggirano sulla cifra di 3,5.

Titolo e percorso di studi
Ciò che è interessante analizzare è il livello di istruzione degli startupper. Dal survey risulta che il 72,8% degli uomini ha conseguito almeno una laurea e circa il 16% è titolare di un dottorato di ricerca. La percentuale per le donne è invece più elevata: il 78,9% ha ottenuto almeno una laurea e il 21 % ha conseguito un dottorato di ricerca. La percentuale maggiore di donne laureate si rileva tra le startup localizzate nelle regioni del centro, dove l’83% ha conseguito almeno una laurea triennale. Per gli uomini, invece, la concentrazione maggiore si ha sorprendentemente nelle regioni del Mezzogiorno, dove raggiunge il 75%.

Per quanto riguarda invece differenze relative all’ambito di studio è stato rilevato che il 42,1% ha conseguito un titolo in materie tecnico-ingegneristiche seguite dal 20,7% dell’area economica-manageriale e dall’area scientifica (20%).

E riguardo la coerenza tra percorso di studi e attività svolta nella startup? Tematica molto sentita da tutti gli startupper che sostengono non ci sia attinenza tra percorso accademico-professionale e grado di evoluzione e successo della startup. Questo fatto è probabilmente vero nel mercato US, ma in Italia la questione è diversa. Dal survey risulta che oltre l’88% dei soci che hanno conseguito una laurea ritiene di svolgere un’attività coerente con il proprio percorso di studi; tale percentuale si riduce drasticamente tra coloro che hanno un titolo di studio più basso (37% di quelli con licenza media inferiore e 67% di quelli con licenza media superiore).

Esperienza professionale
Gran parte dei Founder (87,1%) ha avuto un’esperienza professionale prima dell’avvio della startup, mentre risulta molto interessante un dato che indica che più del 30% di essi aveva un’occupazione da dipendente in precedenza.

Fonte: Istat Startup Survey 2016

Fonte: Istat Startup Survey 2016

In conclusione, si può affermare che il panorama delle startup italiane è popolato principalmente da uomini, con un’età media che in realtà risulta essere più alta delle aspettative (43 anni). Una grande porzione di startupper detiene un titolo di studio uguale o superiore alla laurea triennale, principalmente nelle zone del centro e del Mezzogiorno. È confermata l’impressione generale secondo cui i componenti delle startup posseggano competenze tecnico-ingegneristiche. Infine, più che la capacità degli startupper di inventare un nuovo lavoro, sembra invece emergere la loro capacità di “reinventarsi” dopo aver svolto un percorso professionale. Risultato certamente interessante e da analizzare in maniera razionale.

 

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